Lisa
Dicembre 7, 2025

Il 3 dicembre abbiamo tenuto il secondo workshop, questa volta focalizzato sulla logica interna dell’app. La domanda di partenza era concreta: cosa succede quando una segnalazione riguarda qualcosa di permanente, come un albero o una fontanella? La logica “segnala e risolvi” funziona per una buca, non per un albero che cambia stato nel tempo senza mai sparire.
I volontari presenti lo sapevano bene. Da quella domanda è uscito molto altro: la necessità di uno storico continuo per gli oggetti fissi, il problema del termine “risolta” che non cattura tutte le situazioni reali, la richiesta di separare l’esperienza mobile da quella desktop per chi analizza i dati.
Questi output confluiranno nel redesign. Li trattiamo come evidenze di participatory design: Mappami si costruisce con chi la usa.
A dicembre abbiamo anche preso una decisione strategica: pubblicare l’app nella sua versione attuale, stabile e funzionale, senza aspettare le funzionalità più complesse. Quelle verranno dopo. La priorità adesso è avere uno strumento reale nelle mani delle persone.
Mappami è il risultato del progetto CrowdMap, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC30 – Solidarity Projects)