Lisa
Luglio 21, 2025

Nei primi mesi di progetto abbiamo fatto una cosa sola: ascoltare. Associazioni, volontari, rappresentanti del territorio. Volevamo capire come raccolgono dati oggi, dove perdono tempo, cosa manca.
Quello che abbiamo sentito ci ha cambiato alcune scelte. Non radicalmente (la direzione era giusta), ma nei dettagli che contano. Le associazioni con cui lavoriamo fanno mappature tematiche ricorrenti: hanno bisogno di entrare subito nella categoria giusta, senza passaggi inutili. Chi usa i dati per dialogare con le istituzioni ha bisogno di esportarli in formati leggibili, non di schermate. Chi ha poca dimestichezza con il telefono ha bisogno che ogni passaggio sia ovvio, non solo semplice.
Abbiamo portato queste indicazioni nello sviluppo. Stiamo lavorando sull’architettura dell’app tenendo conto di questi requisiti. Stiamo anche definendo l’identità visiva: logo, colori, font. Perché un’app che vuole essere usata da tutti deve anche sembrare affidabile e riconoscibile.
Sul fronte istituzionale, abbiamo incontrato il Presidente del Municipio XII. Il dialogo è stato costruttivo: c’è interesse per uno strumento che fornisca dati aggregati e priorità condivise, non un canale di segnalazioni individuali. È una distinzione importante che ha orientato alcune scelte di comunicazione dell’app.
Stiamo costruendo.
Mappami è il risultato del progetto CrowdMap, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC30 – Solidarity Projects)